BIOLOGIA 2


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Riproduzione

 

Riproduzione

La riproduzione della beccaccia è influenzato da fattori esogeni ( allungamento dell'illuminazione diurna), ed endogeni (fattori ormonali, sviluppo delle gonadi).
Il periodo legato alla nidificazione seppur dipendente dalle latitudini e altitudini, varia da Marzo alla fine di Agosto. L'inizio della nidificazione può ritardare man mano che si procede verso areali posti a latitudini più nordiche.

L'areale di riproduzione si estende dalle isole occidentali atlantiche fino a quelle pacifiche del Giappone.
L'Italia si pone all'interno dei margini meridionali dell'area di nidificazione con prevalenza nell'area alpina e prealpina.
Diversi casi di nidificazione si sono verificati nella regione appenninica del centro- nord, ed un caso anche sulle montagne della Sila in provincia di Cosenza nel 1974.
Nidi di Beccacce sono stati rinvenuti anche nella catena dell'Himalaya a quote superiori ai 4000 m.
L'habitat della nidificazione è costituito da boschi ma anche di radure, su terreni asciutti e al riparo da forti venti.
Il nido per lo più è una semplice depressione del terreno assai sguarnita; raramente è più elaborato, ma sempre in armonia con la vegetazione circostante. Vengono adoperate foglie secche, aghi di pino, rametti intrecciati, erbe, muschi e piume.  Il numero delle uova è mediamente di 4, deposte generalmente a cadenza giornaliera. Il colore delle uova è variabile, generalmente di colore giallo-rossastro con macchioline che variano dal grigio al bruno-avana con punteggiature lilla.
Il periodo di incubazione, a cui provvede la sola femmina è di circa 3 settimane, al termine delle quali nascono i pulcini che essendo nidifugi, sono in grado dopo poche ore di seguire la madre.

I pulcini alla nascita pesano tra i 15 e 20g , sono lunghi circa 10cm ed hanno il becco più corto del capo. Sono ricoperti di piumino di colore giallastro percorso da 3 striature longitudinali, anche sul capo sono presenti delle bande simili a quelle dell'adulto.(Spanò)
I piccoli iniziano a nutrirsi da soli dopo 3-4 giorni e crescono al ritmo di circa 8gr al giorno, dopo circa 12 -13 giorni possono estrarre i lombrichi dal sottosuolo. A circa 40 giorni raggiunge il peso adulto, mentre a 30 giorni è già in grado di volare per buoni tratti (Fraguglione, Marcström, Ostermeyer).

Le chioccia in quanto a cure parentali è una mamma molto accorta. In caso di pericolo assume il tipico atteggiamento di animale ferito, trascinando l'ala, ma ella cerca di incutere spavento arruffando le ali, aprendo la coda a ventaglio e sbattendo le ali.
Il trasporto aereo dei pulcini è sicuramente tra i più misteriosi e affascinanti aspetti della beccaccia. Pare che in caso di pericolo i pulcini vengano trasportati trattenuti tra le zampe e il ventre e con l'ausilio del becco in luoghi più sicuri.

La vita di coppia delle beccacce come riportata dal russo Iwanow, e già osservata in studi precedenti, conferma che il maschio abbandona la femmina subito dopo la deposizione dell'ultimo uovo.
I maschi a loro volta continuano i loro voli nuziali attirando, corteggiando e accoppiandosi con altre femmine.
Sono proprio i voli nuziali che i francesi chiamano "croule", gli inglesi "roding", e i tedeschi " balzflug" che caratterizzano il periodo riproduttivo della beccaccia.
Il termine croule è stato adottato anche in Italia e rende l'idea del verso che il maschio emette durante il volo (cru-cru). Questi voli sono appunto prerogativa dei soli maschi che al crepuscolo nelle zone scelte e adatte alla riproduzione si impegnano su aree varianti tra i 30 e 60 ettari con punte fino a 100 ettari alla ricerca della femmina da conquistare e per mantenere un proprio territorio.
Studi abbastanza recenti effettuati da Hirons in Inghilterra hanno permesso, con l'aiuto di dati telemetrici ottenuti con una trasmittente di piccolissime dimensioni alloggiata sul dorso della beccaccia, di leggere più chiaramente questa caratteristica così particolare della beccaccia.
Tali voli della durata media di 8 - 10 min. e per non più di 15 min. si ripetono anche 3 - 4 volte la sera ad altezze di 15 - 20 metri a velocità di 30 - 40 Km orari.
A tali voli fanno seguito le parate a terra dove il maschio si pavoneggia letteralmente aprendo la coda a ruota tenendo in ben evidenza le punte bianche delle timoniere e tenendo le ali basse. Dopo queste fasi di corteggiamento, se tutto va bene avviene l'accoppiamento.

Migrazione

La beccaccia appartiene a quelle specie di uccelli che sistematicamente in primavera ed in autunno compiono voli migratori alla ricerca di aree favorevoli alla riproduzione e allo svernamento.
La migrazione della beccaccia avviene di norma di notte, anche se sono state avvistate in pieno giorno (Garavini). Generalmente avviene in voli solitari o in piccoli gruppi di 4 - 6 soggetti, raramente in gruppi più grandi.
Le altezze e la velocità di volo varia molto a seconda delle condizioni metereologiche. Califano riferisce inverosimilmente di beccacce avvistate a quote di 2500 metri, mentre piú ragionevolmente Garavini scriveva di quote di poche centinaia di metri, ed in molti casi solo a pochi metri dal terreno. Di fatto ancora oggi mancano elementi certi riguardo l'altezza di volo.
Riguardo la velocità le stime sono intorno ai 50 - 60 Km orari. Più recentemente e grazie all'ausilio della radiotelemetria satellitare si sono registrate velocità di volo superiori agli 80 Kmh.
Normalmente le beccacce percorrono durante il volo migratorio distanze medie per notte intorno ai 300 Km  restando in volo circa 6 - 8 ore (Garavini).
Le beccacce migrano generalmente da Nord-est in direzione Sud-ovest, anche se molto dipende dalle zone di origine. In uno studio di Clausager del 1974 si evidenziava che la maggioranza delle beccacce provenienti dalle aree scandinave, specialmente quelle norvegesi, tendevano a spostarsi verso Ovest ovvero isole britanniche e Nord della Francia. Mentre sono le beccacce dell'Europa occidentale e quelle orientali a seguire direttrici migratorie con direzione a prevalenza Sud Sud-ovest.

Più moderne conoscenze acquisite hanno evidenziato che l'istinto migratorio è probabilmente maggiore nelle femmine che nei maschi, questo per quanto riguarda la migrazione autunnale, in primavera accadrebbe l'inverso.
Nella migrazione della beccaccia fattore di sicura evidenza è l'aspetto alimentare. Infatti le condizioni dello stato superficiale del terreno lo sviluppo della microfauna di cui si ciba, condizionano la permanenza della stessa in un determinato luogo. Essa infatti condizionata come è dal suo lungo becco, soffre molto la presenza di rigidità climatiche che le impediscono una corretta alimentazione (gelate).
Le masse di aria fredda tipiche della stagione autunnale rendono invivibili le latitudini di riproduzione, portano però i venti giusti per favorire i voli migratori. Infatti sono proprio i venti provenienti dai quadranti Est, Nord-est ad avere grande importanza per il raggiungimento dell'areale di svernamento. Inversamente in primavera quando sono i venti dai quadranti meridionali ad influenzare la risalita.
Sull'influenza delle fasi lunari i pareri sono stati spesso discordanti, ed anche se le notti senza luna sembrano essere preferite, sicuramente non sono determinanti al fine della migrazione.
Normalmente le beccacce evitano il mare aperto preferendo viaggiare lungo le coste, anche se esso viene attraversato in più punti senza problemi.
Fondamentalmente sono i bruschi abbassamenti di temperatura sotto lo zero a creare le condizioni ideali all'inizio degli spostamenti.
Ma la beccaccia non è solo uccello migratore, infatti ci sono contingenti di beccacce sedentarie. Questo accade nelle isole britanniche, nel nord della Francia, nelle isole atlantiche, ma anche nel Caucaso e in Ucraina.

Svernamento

Lo svernamento della beccaccia considerando l'aspetto sedentario molto presente e la possibile presenza di inverni piuttosto miti, comprende un areale molto vasto. Non considerando le beccacce stanziali delle Azzorre, Canarie e Madeira, lo svernamento avviene nelle isole britanniche Irlanda compresa, in Francia e nella penisola iberica. I contingenti che seguono tale direttrice migratoria possono giungere fino alle coste nord africane (Tunisia - Marocco).
Lo svernamento della beccaccia interessa l'Italia come noto in misura nettamente maggiore nelle regioni del centro- sud. Anche tale direttrice migratoria consentirebbe alle beccacce di giungere fino alle coste nord africane. 
La beccaccia sverna anche nella penisola balcanica, in Grecia, in Turchia, sulle coste del mar Nero e del mar di Marmara, in Iran, Afghanistan, fino all'Arabia Saudita. Spostandosi più ad est in Romania, ed in tutta l'area meridionale dell'ex Unione Sovietica.
Altri quartieri di svernamento vanno dalla Mongolia fino alla penisola indiana, Pakistan, Nepal, Tailandia, Indonesia, Malesia e le isole giapponesi.